Film

La fabbrica1

 

Simone Butturini protagonista de “La Fabbrica della tela”

La pittura dell’artista è al centro di cortometraggio scritto e diretto da Luca Caserta  (17′, Italia, 2013) e prodotto da Nuove Officine Cinematografiche che racconta in modo inedito un viaggio nella nascita di un’opera d’arte ed è stato applaudito sia a Verona sia a Vienna.  Lo spettatore con i gesti, sguardi e i profumi è accompagnato in un viaggio suggestivo nella creazione di una tela-dipinta dall’artista: “Ho cercato di non ispirarmi a modelli precostituiti di cinema documentario, ma ho seguito l’istinto nel tentativo di cogliere l’attimo, appostandomi come un cacciatore fa con la sua preda, per trasferire nelle inquadrature la genuinità del processo creativo che sta alla base di un dipinto attraverso suoni, rumori, materiali, pigmenti”, afferma il regista veronese Luca Caserta. “Ho evitato il cliché dell’intervista, per narrare esclusivamente la nascita di un’opera d’arte dalla materia grezza a entità a sé stante, quasi dotata di vita propria. Gli unici rumori sono quelli fisici della realizzazione dell’opera: tagli, martelli, tessuti tirati, rimescolii, raschiature, pennellate… questi suoni accompagnano i gesti del pittore per plasmare la propria visione”.

La nascita di un dipinto, di un’opera d’arte, è un viaggio in un territorio diverso, che si alimenta d’idee, luce, colori e materie prime: l’artista è il catalizzatore di un contatto che s’instaura tra il mondo dell’immaginario e la realtà concreta. E’ un percorso solitario di plasmazione, che porta alla creazione di qualcosa che si nutre di luce e si stabilizza nei pigmenti attraverso i pennelli che la mano del pittore stringe. E’ un farsi materico di particelle impalpabili. E’ un processo in costante divenire, che si concretizza sulla tela e viene svelato pian piano, partendo dalla genesi dell’idea fino al completamento dell’opera, che germina come un figlio dell’artista, come un nuovo essere vivente. Il suo venire al mondo è paragonabile allo sbocciare di un fiore da un seme, in un caldo pomeriggio di primavera.

Protagonista dunque la tela con Simone Butturini, che si è imposto all’attenzione della critica per il suo originale stile pittorico, che coniuga realismo esistenziale e una visione onirica, tradizione e modernità. A proposito di quest’esperienza Butturini dichiara: “È stato molto positivo potermi confrontare con un’arte parallela come il Cinema. Nel documentario mi sono sdoppiato e per la prima volta ho visto dall’esterno il mio operare, calandomi nella parte d’interprete del mio fare pittura”.