Dicono di me

“Nel teatro della pittura di Butturini, nella sua volontà di poter ancora dipingere un mondo, di poter aprire alla percezione lo spessore poetico della pittura, l’uomo è poeta colto e maestro ma soprattutto è protagonista di un mondo di valori percorsi dalla semplicità della bellezza e dell’intimità della visione, quasi la pittura abbia dato concretezza a un sogno terreno[…]”

Luca Massimo Barbero


“Ricordo bene la prima visita allo studio di Simone Butturini: mi colpì la concisione dei suoi lavori, e, nella sinteticità, la percezione di una strisciante condizione di allarme; mi affascinò la sua pittura scabra, per certi versi “strisciata” abbandonata lì sulla tela, come abrasa da una luce radente, capace di “passare ai raggi” le immagini proposte; mi sorprese l’intensità realistica delle sue scene quotidiane e al tempo stesso il rimbalzo visionario che le coinvolgeva in un gioco di presenze-assenze […]”

Giorgio Cortenova


“L’ispirazione di Simone Butturini non ama la luce e non la crea; si direbbe che il giovane artista veronese avverta la presenza della luce come un trucco, un artificio estraneo alla pittura. Non si possono aggiustare le luci nei suoi quadri, farvi scendere sopra gli spioventi; ciò che è policromo, per Butturini, appartiene alla materia. Come nel Soutine e nel Varlin più soffocati, l’estremo silenzio dei suoi lavori nasce dalla giunzione insolita e inattesa tra la mancanza di luce e il trionfo degli ocra, che adombrano ‘uno spazio nebbioso’.”

Floriano De Santi


“Il dipinto che Simone ha voluto dedicarmi nel momento in cui l’ho visto mi ha davvero folgorato. La “Millefoglie” che vi è rappresentata, un dolce molto importante nella storia mia e della mia famiglia, sembra quella delle origini quando a prepararla era mio nonno Ernesto. Osservando quest’opera ho fatto un tuffo nel passato”.

Giancarlo Perbellini


“Quale che possa essere il tema che Simone Butturini interpreta con la sua pittura, l’artista riesce a suscitare un alone di mistero, di attesa, di interrogazione. La sua è una poesia ricca di nuances, di accordi più suggeriti che definiti.”

Vera Meneguzzo